
Dai boschi del trentino case di quattro,
cinque e anche sei piani costruite con legno doc locale e
certificato per la gestione sostenibile. E’ il progetto Sofie
(Sistema costruttivo casa fiemme) finanziato dalla Provincia
autonoma di Trento e che le aziende della regione stanno realizzando
in collaborazione con l’Istituto per la valorizzazione del legno e
delle specie arboree (Ivalsa) del Cnr di San Michele all’Adige (Tn).
Grandi pannelli di tavole di legno, incollate a strati
sovrapposti e incrociati, che vengono utilizzati per costruire
pareti, solai e scale di edifici alti come le normali palazzine in
muratura e con una superficie che può raggiungere anche novemila
metri quadrati. “L’idea”, dice Ario Ceccotti, direttore
dell'Ivalsa-Cnr, “nasce dall’esigenza di proporre architetture
moderne e funzionali, tipiche dell’edilizia pubblica e commerciale,
valorizzando una risorsa locale rinnovabile qual è il legno di abete
rosso, proveniente da foreste certificate per la gestione
sostenibile. Le nostre ricerche sono finalizzate a realizzare un
sistema costruttivo multipiano a elevate prestazioni meccaniche e a
basso consumo energetico, che nel contempo soddisfi elevati livelli
di sicurezza per gli incendi, elevato comfort acustico, durevolezza,
tutto con costi analoghi a quelli dell’edilizia tradizionale e
realizzato interamente con legno trentino”.

"Ogni pannello", spiega Gabriele Bonamini,
coordinatore del progetto Sofie, "può avere le dimensioni di
un’intera parete di un piano della casa, in cui vengono ricavate
direttamente le aperture per porte e finestre. Il trasporto e il
montaggio avvengono in tempi rapidissimi e, una volta chiusa la
struttura portante, si applicano con calma e comodità gli impianti,
i rivestimenti isolanti, le finiture esterne e interne”.
Oltre a
dimezzare i tempi di realizzazione, l’utilizzo del legno come
materiale da costruzione consente anche un risparmio sulla bolletta
energetica. “Una caratteristica di queste case”, continua Bonamini,
“è il notevole isolamento termico che, non solo a riduce il consumo
di energia in caso di riscaldamento tradizionale, ma rende anche del
tutto compatibile con questo tipo di edifici il riscaldamento con
pannelli solari. Abbiamo inoltre sperimentato, in stretta
collaborazione con il Corpo dei vigili del fuoco, che il rischio di
incendi negli edifici a struttura portante di legno sia
perfettamente controllabile. I sistemi di progettazione e le misure
di protezione attive e passive rendono oggi possibile la costruzione
di edifici in grado di superare le più severe normative
antincendio”.

E se c'è un terremoto, la palazzina di legno è
più sicura. "La relativa leggerezza del materiale strutturale,
infatti, rende minori le sollecitazioni indotte dal sisma",
sottolinea Ceccotti, "e i particolari giunti dissipano grandi
quantità di energia dinamica senza che l’edificio crolli".
E' in
tale prospettiva che il National institute for earth science and
disaster prevention, ente giapponese all'avanguardia nella
sperimentazione di soluzioni tecniche antisismiche, ha proposto ai
ricercatori dell'Istituto del Cnr un programma comune di prove sulla
resistenza sismica, la prima delle quali si svolgerà il prossimo
luglio a Tsukuba dove verrà ‘fatto tremare’, grazie ad una speciale
piattaforma, un edificio in legno alto 3 piani, costruito secondo le
indicazioni dei nostri ricercatori italiani. Si stanno, inoltre, già
prendendo accordi per una successiva prova (nella primavera 2007) su
un edificio di legno di 6 piani, da svolgersi sulla tavola vibrante
di Kobe, la più grande e ‘potente’ finora costruita in Giappone.